Curiosità - Lo sapevi che ….
  • L’Unesco dichiarerà i “Sassi” di Matera Patrimonio Mondiale dell’Umanità nel 1993 a Cartagena, in Colombia.
  • Lo stemma della città di Matera rappresenta un bue con una spiga di grano in bocca, simbolo della civiltà contadina e agropastorale che, ancora fino alla metà del XX secolo, ha caratterizzato l’economia materana. Sotto appare il motto latino: “BOS LASSUS FIRMIUS FIGIT PEDEM” ossia ”Il bue stanco affonda più fermamente il piede”. I materani, in passate condizioni di sottomissione, hanno, infatti, più volte dato prova di grande forza e coraggio ribellandosi a soprusi e ingiustizie. Si ricorda, nella storia della città, l’uccisione di Giancarlo Tramontano, conte di Matera, avvenuta nel 1514, con cui i cittadini si liberarono dalla sua tirannia, riscattandosi dal giogo feudale e passando direttamente sotto il Regio Demanio (nè è simbolo la corona all’interno dello stemma).    
  • Matera è secondo capoluogo di provincia della Basilicata dal 1927, conta circa 60.000 abitanti e si trova ad un’altitudine di 400 metri s.l.m. Fino al 1663 Matera è appartenuta alla vicina Puglia poichè soltanto in quell’anno la città fu staccata dalla Terra d’Otranto per divenire inizialmente capoluogo della Regione Basilicata. La Regia Udienza passò poi a Potenza nel 1806 per volere di Giuseppe Bonaparte, per una maggiore vicinanza geografica del nuovo capoluogo alla capitale del Regno, Napoli. 
  • Il Falco Grillaio (o Falco Naumanni) è un piccolo rapace proveniente da regioni a sud del Sahara e nei mesi di marzo e aprile migra verso l’Italia meridionale scegliendo centri collinari della Basilicata o delle Murge pugliesi quali mete per il suo periodo riproduttivo che va da maggio a luglio. In particolare a Matera è presente la più grande colonia di tutto il Sud Italia ed oltre 1.200 coppie nidificano in fessure della roccia o sottotetti degli antichi rioni dei “Sassi”. Il Grillaio si nutre essenzialmente di grilli, cavallette, lucertole e micromammiferi, presenti in abbondanza nella Murgia materana, suo ambiente di caccia ideale. E’ una specie a rischio di estinzione e dunque protetta a livello internazionale.