Un po’ di storia

Sarà l’uomo del Paleolitico Inferiore e Medio (30.000-20.000 anni fa) che inizierà per pirmo ad utilizzare gli anfratti naturali già presenti nel materano per difendersi da una natura avversa.
A partire da allora, la presenza umana nel territorio sarà continuativa e ininterrotta attraverso i secoli: numerosi, infatti, i reperti archeologici risalenti al Neolitico e alle successive età dei Metalli riportati alla luce nei villaggi dell’altopiano della Murgia.
In particolare, il promontorio della Civita, per la caratteristica di migliore difendibilità legata alla sua posizione di maggiore elevatezza, vedrà susseguirsi la presenza dell’uomo dal Paleolitico fino ai nostri giorni.
E’ qui che troveranno ospitalità, attorno al V-IV secolo a.C., gli abitanti provenienti dalle colonie greche di Metaponto ed Heraclea, site sulla costa ionica lucana, sconvolte dalle guerre puniche.
Secondo un’accreditata teoria, proprio i coloni greci avrebbero dato il primo nome alla città chiamandola “Met-Hera”, dalla fusione delle iniziali delle due colonie di origine.

Rinominata “Matheola” dal console romano Metello, che ricostruì il “castrum” arroccato sulla Civita nel III secolo a.C., la città visse un periodo di grande splendore quale luogo di passaggio lungo la famosa Via Appia, la più importante via dei traffici commerciali del Sud dell’Italia e di collegamento tra Roma e i porti di arrivo pugliesi di Bari e Brindisi, luoghi di arrivo di mercanzie dall’Oriente.
Disputata tra Longobardi e Bizantini per tutto l’Alto Medioevo, divenne “Castaldato longobardo” nella seconda metà dell’800, quando fu dotata di una prima massiccia rocca con imponenti torrioni e mura di fortificazione.

Per tutto il Medioevo, in quanto territorio molto ambito per la sua posizione strategica, la città fu continuamente conquistata, distrutta e ricostruita da popoli invasori quali Saraceni, Normanni, Svevi, Angioini e Borboni.
Ma ancora fino al XIV secolo, la seconda cinta di fortificazione normanna racchiudeva l’originario nucleo abitativo della Civita, mentre le due valli situate ai lati del promontorio, già dette valli dei “Sassi” (ossia rioni pietrosi, molto ricchi di roccia), si presentavano ancora scarsamente popolate.
Sarà nella seconda metà del 1300 che la città, interessata da un notevole incremento demografico, vedrà il popolamento delle due valli dei “Sassi”, dove le famiglie cercheranno spazi per realizzare abitazioni nella parete rocciosa tanto morbida e friabile.
Cio diventerà anche più consistente nei secoli successivi, fino ad arrivare alla prima metà del 1900 quando si avrà un massimo riempimento delle valli che appaiono oggi come un groviglio di case addossate l’una all’altra, messe in totale disordine a riempire tutti gli spazi liberi.

Nel 1952 Matera contava 30.000 abitanti e ben 20.000 persone abitavano in quelle valli dei Sassi: gli antichi rioni di oggi, tutta la città di ieri, un unico, immenso Patrimonio Mondiale dell’Umanità dal 1993.